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Stella Gubelli
Amministratore Delegato
stella.gubelli@altisadvisory.com

Il recente “Pacchetto Omnibus” e il generale orientamento verso una semplificazione dei vincoli in capo alle imprese in tema di trasparenza ESG hanno inviato un segnale che molti attendevano: una boccata d’ossigeno per le imprese, meno oneri di compliance e un rallentamento generale della pressione sulla sostenibilità. Tuttavia, esiste un rischio concreto: che le aziende interpretino la deregolamentazione come un “liberi tutti”.

Confondere la semplificazione normativa con la perdita di rilevanza dei fattori ESG è un errore strategico. Un cambio di paradigma è in atto ma non è “dall’obbligo al disinteresse”, quanto piuttosto dalla conformità subita alla strategia scelta. Mentre il legislatore europeo cerca punti di equilibrio e alleggerimenti per le imprese, il mercato continua a muoversi in un’unica direzione. Chi oggi rallenta convinto di risparmiare risorse, in realtà sta accumulando un debito di competitività che pagherà caro tra pochi anni.

Perché continuare comunque: il valore oltre la norma

La conformità è solo la punta dell’iceberg. Sotto la superficie, i driver che rendono essenziale la gestione degli impatti sociali e ambientali sono di altra natura:

  • accesso ai finanziamenti: il mondo creditizio non tornerà indietro. Il rating ESG rimane un parametro decisivo per il costo del capitale e per l’accesso a linee di credito agevolate. Per le banche, un’azienda “sostenibile” è un’azienda più resiliente e meno esposta ai rischi;
  • permanenza e/o accesso alle catene di fornitura: anche se la singola impresa fosse esentata da obblighi diretti, i grandi committenti non potranno permettersi zone d’ombra nel presidio dei propri rischi: le aziende fornitrici che non garantiscono trasparenza sui dati ESG rischiano di essere progressivamente escluse dalle catene del valore più rilevanti;
  • reputazione: consumatori, cittadini e dipendenti (specialmente le nuove generazioni) filtrano le aziende in base alla loro reputazione ESG. La deregolamentazione non cambia le aspettative delle persone.

Cosa fare nel 2026: quattro passi per non perdere tempo

Se il legislatore ha allentato la presa, le imprese hanno ora lo spazio di manovra necessario per evolvere dalla “burocrazia della sostenibilità” alla gestione del valore. Ecco quattro passi operativi per chi decide di non distrarsi:

  • definizione delle priorità strategiche: non è necessario porsi l’obiettivo di presidiare tutti gli ambiti di sostenibilità; piuttosto è opportuno avviare una riflessione interna per identificare i 3 o 4 temi ESG che impattano davvero sul modello operativo e sugli stakeholder;
  • monitoraggio di KPI chiave: la qualità del dato prevale sulla quantità. Le aziende possono limitarsi a un set ristretto di indicatori chiave, coerenti con gli impatti prioritari generati e subiti, che siano misurabili con precisione. Dati solidi sono il prerequisito fondamentale per mantenere aperti i canali del credito e i rapporti con i grandi committenti;
  • strutturazione della raccolta dati: è indispensabile iniziare a integrare i flussi di dati extra-finanziari nei processi di gestione. Automatizzare la raccolta delle informazioni permette di evitare la rincorsa ai dati dell’ultimo minuto, trasformando la rendicontazione da onere saltuario a strumento di monitoraggio continuo e migliorandone la robustezza complessiva.
  • definire una governance efficace: la gestione degli impatti sociali e ambientali richiede responsabilità chiare all’interno dell’organizzazione. Non è necessario creare nuove funzioni, ma assicurare che i temi ESG siano presidiati da figure che riportino direttamente alla Direzione, per esempio costituendo un Comitato di sostenibilità interfunzionale. In questo modo, la sostenibilità cessa di essere un “tema in più” per diventare un elemento della pianificazione strategica.

La capacità di mantenere la rotta sui fattori ESG, nonostante il calo della pressione normativa, consentirà all’impresa di consolidare un vantaggio competitivo e di guadagnare il tempo che gli altri perderanno a rincorrere domani.

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