Manifattura sostenibile: perchè e come presidiare le dimensioni sociali e ambientali del business

Contatta l’autore

Stella Gubelli
Amministratore Delegato
stella.gubelli@altisadvisory.com

Le pressioni normative in tema di sostenibilità pongono sfide significative per le aziende che devono adattarsi, più o meno rapidamente, a standard qualitativi sempre più elevati e devono rispondere a dinamiche di mercato sempre più competitive.

Differenti obiettivi sono stati considerati dal legislatore che, negli ultimi anni, ha emanato direttive e linee guida per sollecitare le imprese di integrare nelle proprie strategie i criteri ESG, ma soprattutto, per misurare e rendicontare gli impatti delle proprie attività.

Seguire standard normativi nel settore della lamiera

Tra i settori interessati da queste pressioni, normative e di mercato, c’è quello della meccanica e, in particolare, le aziende della lavorazione della lamiera. Parte di filiere produttive eterogenee (automotive, elettrodomestici, macchinari industriali, ecc.) e con forte vocazione internazionale, le aziende del comparto stanno sperimentando la necessità di rende conto del presidio delle principali dimensioni di sostenibilità.

Si tratta di avviare percorsi che partano dalla consapevolezza degli impatti generati e che puntino sulla strutturazione di un approccio gestionale in cui la leva di mitigazione dei principali impatti negativi si integri nelle decisioni aziendali. Associando a questo approccio il “controllo” dei dati.

La consulenza di ALTIS Advisory per le aziende manifatturiere italiane

Proprio il mondo della lamiera è stato il protagonista dell’evento promosso da Tecnologie Meccaniche e Tecnologie Lamiera che si è tenuto lo scorso 17 maggio, presso gli spazi del Kilometro Rosso. Stella Gubelli, AD di ALTIS Advisory ha partecipato con un intervento dedicato alle novità normative in ambito sostenibilità ed ha illustrato alle numerose aziende del comparto presenti, come gli adempimenti normativi in tema ESG possano rappresentare oggi un punto di partenza per creare valore per il proprio business.

Partendo dagli input esterni, provenienti sia dal mondo normativo che finanziario, sta all’azienda decidere quale approccio adottare: se più conservativo, orientato al mero allineamento agli standard minimi richiesti (approccio reattivo) o se più innovativo, puntando a guadagnare un vantaggio competitivo rispetto agli altri attori di settore.

Come consulenti – sostiene Stella Gubelli – suggeriamo un percorso di consapevolezza che parta dal valorizzare quanto già è stato fatto in azienda sui temi di ambientali, sociali e di governance, per dotarsi via via di strumenti operativi sempre più integrati e infine, di investire sulle competenze interne con l’obiettivo di creare, o rafforzare ove già presente, la cultura interna orientata alla sostenibilità”.