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Stella Gubelli
Amministratore Delegato
stella.gubelli@altisadvisory.com

L’articolo del CEO Stella Gubelli su ESG Business Review 14

Negli ultimi 10 anni le sollecitazioni alla transizione sostenibile si sono intensificate, in primis per la spinta normativa.
Le imprese oggi sono a un bivio: vivere la sostenibilità come vincolo o trasformarla in opportunità per innovare e creare valore misurabile

Gli anni 2014-2016 sono stati un triennio cruciale per la sostenibilità, una tappa significativa in un percorso che ha richiesto impegno e visione. Nel 2014, l’adozione della Direttiva europea sulla “non-financial disclosure” ha segnato il
primo passo su un sentiero da percorrere. La legge italiana, che ha recepito la Direttiva nel 2016, ha consolidato il cammino, che è diventato via via più impegnativo, ma anche sempre più chiaro.
In questo contesto, l’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco ha offerto una nuova prospettiva, invitando a una visione integrata delle questioni sociali e ambientali, come un panorama che si svela man mano che si sale, offrendo una visione globale e interconnessa.

Nel mezzo di questa salita, è stato raggiunto un altro punto di svolta importante: l’accordo sull’Agenda 2030, un segnale chiaro che il percorso verso la sostenibilità non solo era possibile, ma anche necessario. La scalata verso la piena integrazione della sostenibilità nel fare impresa ha preso ritmi sempre più intensi: il Green Deal europeo del 2019, la modifica della Costituzione italiana nel 2021 per sancire il diritto alla tutela ambientale, e infine l’approvazione della
Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) nel 2022 sono state le tappe più significative di questa scalata. L’introduzione della CSRD ha esteso l’obbligo di trasparenza ESG, spingendo le aziende a percorrere sentieri più ardui, che hanno fatto sentire il fiato corto, ma che hanno anche aperto la vista a nuove possibilità.

In ultimo, nel 2025, arriva il pacchetto Omnibus, segnando un cambio di direzione. Si solleva la preoccupazione che la sostenibilità possa diventare un ostacolo alla competitività delle imprese, come se la montagna fosse improvvisamente diventata troppo alta e difficile da scalare. Il sentiero, che prima sembrava il migliore da percorrere, ora appare meno
sicuro. Oggi siamo in una fase delicata, sospesi tra spinte forti verso la sostenibilità e resistenze altrettanto determinate. Le imprese si trovano nel mezzo, cercando di capire dove si trova il giusto equilibrio.

È come trovarsi a un bivio: prendere il sentiero più facile o continuare a salire verso la vetta?

Le imprese hanno la possibilità di spostare lo sguardo dal “dovere” all’“opportunità”. La sostenibilità può infatti diventare una leva di valore, se affrontata come un percorso di crescita, non come un vincolo da sopportare. Integrare la sostenibilità nel modello di business richiede innanzitutto consapevolezza, per poi sviluppare la capacità di innovare, sperimentare e
cercare soluzioni organizzative, produttive e di offerta che rispondano anche a criteri sociali e ambientali.
Ogni passo in avanti diventa un’opportunità per migliorare, scoprire nuovi orizzonti e tradurre idee in azioni concrete. Lungo il percorso, è fondamentale coinvolgere le persone chiave, attribuire responsabilità chiare e seguire una mappa per non perdersi.

La normativa, nonostante l’Omnibus, potrà continuare ad essere una guida utile per orientarsi nella salita, ma sarà la consapevolezza delle imprese più determinate a spingerle a proseguire, raggiungendo la vetta di un modello di business sostenibile, che non solo rispetta l’ambiente e la società, ma ne trae anche valore concreto per il business.

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