L’adozione dei criteri ESG nel panorama degli investimenti italiani è un fenomeno relativamente recente, ma che sta già mostrando segni tangibili di crescita e consolidamento. Fino a pochi anni fa, la sostenibilità era considerata un elemento marginale nel mondo degli investimenti, circoscritta a nicchie di mercato o settori specifici. Oggi, invece, l’emergere di un nesso sempre più marcato tra performance economiche e performance sociali e ambientali ha colto l’interesse degli investitori italiani, alimentando un mercato in rapida evoluzione verso modelli di investimento più responsabili e consapevoli.
Questa trasformazione è stata favorita dall’evoluzione del quadro normativo europeo e nazionale e dalla crescente richiesta di trasparenza da parte degli investitori, che hanno progressivamente riconosciuto il contributo dei fattori ESG al rafforzamento della reputazione aziendale e a una gestione più efficace dei rischi finanziari.
In risposta a queste dinamiche, le imprese italiane hanno iniziato a integrare in modo sempre più strutturato i principi ESG nelle proprie politiche e nei processi decisionali, estendendo la misurazione delle performance oltre la sola dimensione economica e favorendo l’emergere di modelli di business che pongono la sostenibilità al centro delle strategie aziendali, come, ad esempio, quello delle società benefit.
I trend degli investimenti sostenibili in Italia: dagli investimenti privati al ruolo degli attori istituzionali
Nell’ultimo anno la finanza sostenibile in Italia ha conosciuto una forte espansione, con un numero crescente sia di investitori privati, sia di istituzioni finanziarie, che hanno adottato i criteri ESG nelle proprie strategie di investimento.
Parallelamente, il ruolo degli investitori istituzionali risulta determinante nel consolidare questa tendenza. Fondi e piani previdenziali stanno infatti integrando in modo sempre più sistematico i criteri ESG nelle politiche di allocazione del capitale: in un recente studio, il Forum per la Finanza Sostenibile (FFS) ha riportato che il 90% dei piani previdenziali italiani del 2025 ha integrato i criteri ESG nelle proprie scelte di investimento, un aumento significativo rispetto al 79% del 2024.
In risposta a queste dinamiche, le aziende si stanno muovendo per adattarsi a queste nuove richieste del mondo finanziario, nel 2025, oltre il 70% delle grandi imprese italiane si è collocata nelle classi più alte di rating ESG, con un miglioramento di circa 24 punti percentuali rispetto all’anno precedente, indicando una crescente prontezza delle stesse a intercettare l’interesse della finanza per la sostenibilità, basti pensare che il 76% dei finanziamenti destinati dalle grandi aziende nello stesso anno riguarda proprio operatori con un forte impegno verso la sostenibilità.
Questa traiettoria sembra destinata a proseguire anche nel prossimo futuro, infatti, nonostante i recenti arretramenti e rallentamenti sul piano normativo, le imprese italiane sembrano determinate a mantenere salda la loro rotta verso la transizione ecologica. Secondo lo studio “Global Sustainability Survey – From Strategy to Spend: The State of Sustainability in Business”, che ha coinvolto oltre 400 aziende in 36 paesi, il 94% delle imprese italiane ha aumentato o mantenuto invariati nel 2025 i budget destinati agli investimenti in sostenibilità, dimostrando un impegno strutturato verso obiettivi ambientali e sociali.
I settori più attrattivi
Nel 2025, diversi settori sono stati oggetto di interesse da parte degli investitori per il loro forte potenziale negli investimenti ESG, grazie alla capacità di generare impatti positivi misurabili e di rispondere efficacemente alle sfide globali legate al cambiamento climatico e alla sostenibilità sociale.
Le energie rinnovabili continuano a essere il settore dominante per gli investimenti sostenibili. Secondo i dati del Forum per la Finanza Sostenibile (FFS), ad esempio, il 71% delle compagnie assicurative italiane, in qualità di investitori istituzionali, ha incluso l’obiettivo della neutralità climatica nelle proprie politiche di investimento, concentrandosi in aggiunta sulla riduzione delle . Parallelamente, anche il Green Bond Framework italiano, insieme ai piani di emissione di titoli legati a progetti climatici, conferma l’interesse per iniziative come il rinnovo energetico degli edifici, la mobilità sostenibile e le reti intelligenti, con linee di investimento dedicate a queste aree.
Anche il settore sanitario e sociale sta vivendo un’espansione significativa per gli investimenti ESG. Diverse compagnie assicurative e fondi previdenziali, infatti, hanno allocato risorse significative in progetti legati alla salute e al benessere, con un focus sull’inclusività sociale e sull’accesso ai servizi sanitari. Questo allineamento con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, in particolare il SDG 3 sulla salute e il benessere, dimostra come le imprese stiano rispondendo alle esigenze di sostenibilità sociale e sanitaria, con un chiaro impegno verso la creazione di valore per la comunità.
Altri settori rilevanti includono l’economia circolare e la gestione dei rifiuti, dove l’Italia si distingue come uno dei leader europei. Anche il settore industriale, con il suo impegno a ridurre le emissioni e migliorare gli aspetti sociali e di governance, rappresenta un campo di forte crescita per gli investimenti ESG, contribuendo così all’evoluzione di modelli economici più sostenibili.
Prospettive e opportunità per il 2026
Guardando al 2026, il panorama degli investimenti ESG in Italia si presenta ricco di opportunità per consolidarsi e crescere ulteriormente. A livello macroeconomico, si prevede che gli investimenti privati in Italia subiranno una accelerazione per il 2026, con una crescita stimata del 2,7% secondo le proiezioni ISTAT. Questa espansione offre un potenziale impulso anche agli strumenti ESG, che continueranno a beneficiare della crescente domanda di soluzioni finanziarie responsabili.
Sul fronte dei prodotti finanziari, la domanda di strumenti ESG dovrebbe rimanere solida, ma con una possibile evoluzione nella loro costruzione e classificazione. Si prevede che la crescente attenzione per l’approccio ESG porterà a un passaggio da semplici esclusioni – ovvero eliminazioni a priori dai portafogli di specifici titoli, aziende e settori in quanto ritenuti non etici – a strategie tematiche integrate e multi-obiettivo, con un’enfasi maggiore su misurabilità, trasparenza e impatti concreti. Gli impact investing in particolare, che mirano a generare risultati sociali e ambientali positivi e misurabili, si stanno consolidando come una priorità per gli investitori italiani. L’aumento degli impact bonds, dei green bonds e delle soluzioni di investimento tematico rappresenta una grande opportunità, soprattutto nei settori delle energie rinnovabili, efficienza energetica e inclusione sociale.





