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Matteo Pedrini
Direttore ALTIS Graduate School of Sustainable Management
matteo.pedrini@altisadvisory.com

L’articolo di Matteo Pedrini – Direttore ALTIS Graduate School of Sustainable Management sulla rivista ESG News

Siamo alle porte di un nuovo anno ed è tipico interrogarsi e fare progetti (e a volte promesse) per il futuro. Anche per le aziende vale la stessa cosa. In ambito sostenibilità, il 2026 sarà certamente un anno ricco di sfide. In particolare, tre sono gli ambiti attorno ai quali le aziende e le istituzioni saranno chiamate a concentrarsi nel corso dell’anno. Due sono tematiche di lungo corso, mentre una rappresenta una sfida più recente, ma di importanza radicale.

Trasparenza e sostenibilità nella supply chain

Le catene di fornitura delle imprese negli anni sono diventate sempre più complesse e in alcuni casi sono sfuggite al controllo delle aziende che, erroneamente, si limitano ad acquistare i prodotti e servizi necessari alla produzione senza interrogarsi su dove e come siano realizzati. Sempre più la società civile e i consumatori avanzano richieste per una maggiore trasparenza attorno alle catene di fornitura delle imprese e per un maggior controllo attorno alla sostenibilità delle stesse. Le aziende nel 2026 sono chiamate a un ulteriore passo in avanti in questa direzione, assicurando una maggiore e piena trasparenza sulle proprie catene di fornitura e rispettando aspetti sociali e ambientali lungo le stesse.

Le aziende che non si muoveranno in questa direzione rischieranno di non soddisfare le attese dei propri stakeholder e di esporsi a rischi derivanti dal non adeguato controllo della propria catena di fornitura.

Conoscere e gestire gli impatti

Strettamente connesso al tema della catena di fornitura, certamente nel 2026 sarà centrale per le imprese il tema dell’impatto. Ovvero del cambiamento che esse generano in ambito sociale e ambientale. Saper identificare gli impatti aziendali sia di carattere sociale che ambientale, misurarli, per poi attivare sistemi di gestione sarà fondamentale per assicurare che l’impatto divenga progressivamente un elemento considerato dalle imprese nelle proprie decisioni strategiche.

La sfida, in questo caso, ha anche una dimensione cognitiva e culturale, in quanto per i manager abbracciare un approccio focalizzato sull’impatto significa uscire definitivamente da una logica improntata al soddisfacimento delle attese dei soli conferenti di capitale e, fattore ancor più complesso, abbracciare una prospettiva di gestione aziendale orientata al medio-lungo periodo.

Intelligenza artificiale sostenibile e per la sostenibilità

Il 2026 sarà certamente un anno in cui assisteremo a un’ulteriore accelerazione dei sistemi di intelligenza artificiale. Le aziende sono di fronte a una sfida epocale che si sviluppa attorno a due fronti. Da una parte, intraprendere il cammino di adozione di sistemi di intelligenza artificiale in modo responsabile, prestando attenzione alle implicazioni etiche, sociali e ambientali delle scelte di adozione di questa nuova tecnologia. Dall’altro, la possibilità di cogliere le nuove opportunità offerte dall’intelligenza artificiale per migliorare la sostenibilità aziendale, avviando progetti che permettano l’utilizzo di sistemi AI per migliorare i propri impatti ambientali o sociali.

A titolo esemplificativo, ma non esaustivo, l’AI può contribuire alla sostenibilità di un’impresa se usata per ridurre l’impatto ambientale dei nuovi prodotti sviluppati o utilizzando sistemi di AI per analizzare le attese di un ampio insieme di stakeholder per poter prendere decisioni più informate. L’AI, se adeguatamente interpretata, può rappresentare una possibilità di raggiungere nuove frontiere di sostenibilità nelle imprese.

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