Contatta l’autore

Matteo Eritale
Senior Sustainability Consultant
matteo.eritale@altisadvisory.com

Il contesto normativo

L’EU ETS (European Union Emissions Trading System), introdotto con la Direttiva (UE) 2003/87/CE, istituisce e regolamenta il sistema di scambio di quote di emissione dell’Unione Europea. L’EU ETS si inserisce all’interno del più ampio Green Deal Europeo, rappresentando il primo e più grande mercato del carbonio al mondo e costituendo uno strumento chiave per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione dell’UE, come stabilito nella European Climate Law e nel pacchetto Fit for 55.

Gli obiettivi principali dell’EU ETS sono creare un mercato del carbonio efficiente attraverso il meccanismo di “cap and trade”, ridurre le emissioni di gas serra nei settori energetici e industriali e incentivare le imprese a migliorare l’efficienza energetica adottando tecnologie meno inquinanti, sostenendo così la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.

Le fasi del Direttiva

L’EU Emissions Trading System si sviluppa in due fasi distinte, ciascuna con tempistiche e ambiti specifici. La prima fase, EU ETS 1, è stata introdotta nel 2003 ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2005, segnando l’avvio del primo mercato del carbonio europeo. Questa fase ha coperto inizialmente i principali settori industriali e energetici, creando un sistema di scambio di quote di emissione che ha permesso alle aziende di misurare, dichiarare e ridurre le proprie emissioni di gas serra.

La seconda fase, EU ETS 2, rappresenta un’estensione del sistema originario, introdotta con la revisione del 2023 della direttiva EU ETS. L’obiettivo principale di ETS 2 è estendere il principio del mercato del carbonio ai settori non coperti dall’ETS originale. La fase preliminare di monitoraggio e rendicontazione di ETS 2 è iniziata nel 2025, mentre la sua piena operatività è prevista per il 2028, garantendo così un periodo di adattamento graduale per le imprese e la possibilità di raccogliere dati affidabili sulle emissioni prima dell’applicazione completa delle regole.

I settori coinvolti

L’EU ETS 1 coinvolge il settore energetico, comprendente impianti di produzione di energia elettrica e calore e raffinerie di petrolio, il settore industriale, che include prodotti come acciaio, alluminio, ferro, cemento, vetro, ceramica, l’industria chimica e quella della carta, il settore dell’aviazione con voli operanti all’interno dell’Area Economica Europea (compresi quelli verso Svizzera e Regno Unito) e il settore del trasporto marittimo. L’EU ETS 2, invece, creato come estensione del sistema ETS 1, è stato progettato come sistema separato e complementare. Esso mira a estendere il principio del mercato del carbonio ai settori non coperti dall’ETS originale, in particolare alle emissioni di CO₂ derivanti dall’utilizzo di combustibili fossili nell’edilizia, nel settore del trasporto su strada e di piccole attività industriali non incluse nell’ETS 1 (piccole industrie energetiche, manifatturiere e del settore delle costruzioni). La sua piena operatività è prevista per il 2028, con un periodo preliminare di monitoraggio e rendicontazione già attivo a partire da gennaio 2025.

Implicazioni pratiche per le imprese

Il termine “cap and trade” indica un sistema di gestione delle emissioni basato su due elementi principali: il cap (tetto), cioè un limite massimo di emissioni consentite per un settore o gruppo di aziende, deciso dalla Commissione Europea e che diminuisce progressivamente nel tempo; e il trade (scambio), che permette alle aziende di acquistare o vendere quote di emissione. Le imprese possono acquisire quote di emissioni a titolo oneroso tramite aste pubbliche, oppure gratuitamente, se sono considerati operatori a rischio di delocalizzazione. Ogni quota equivale ad 1 tonnellata di CO₂.

Con cadenza annuale, ogni azienda operante nei settori citati in precedenza, deve dichiarare entro il 31 marzo le proprie attività ed emissioni dell’anno precedente, corredate da un attestato di verifica di un ente terzo. Inoltre, ha l’obbligo di restituire entro il 30 aprile un numero di quote pari alle emissioni effettive dell’anno precedente: se l’azienda non dispone di quote sufficienti, deve acquistarle sul mercato. Tuttavia, se entro la scadenza prevista, l’azienda non riesce a far fronte pienamente alla quota di emissioni, è soggetta a una penalità di 100 € per ogni tonnellata di CO₂ non coperta. Oltre alla multa, l’impresa dovrà anche acquistare le quote mancanti al prezzo di mercato, che potrà variare in base alla domanda e all’offerta del momento. Le imprese che riducono le proprie emissioni, invece, avranno la possibilità di vendere le quote in eccesso a quelle aziende che non riescono a rispettare i limiti stabiliti, alimentando così il mercato delle quote di carbonio.

Grazie al sistema ETS, le aziende possono cogliere l’occasione di investire nell’innovazione e migliorare l’efficienza delle proprie operazioni per ridurre le emissioni di gas serra, ad esempio accedendo a fondi e sostegni economici dedicati alla transizione energetica, come il Modernisation (1) e l’Innovation Fund (2). Inoltre, potrebbero potenzialmente creare nuove fonti di reddito, grazie ad un operato virtuoso e alla conseguente vendita delle proprie quote di carbonio in eccesso. Tra le principali sfide, invece, vi è la necessità di monitorare e calcolare con precisione le proprie emissioni, affrontare l’eventuale aumento dei costi operativi, legato sia all’acquisto delle quote sia alla volatilità del loro prezzo. Competere con aziende che non sono soggette al sistema ETS, inoltre, potrebbe risultare per le aziende europee, un fattore di pressione sul mercato.

Oltre al suo ruolo regolamentare, l’EU ETS ha anche un impatto strategico significativo per le aziende. Trasforma le emissioni di CO₂ in un fattore economico, creando incentivi per ridurre le emissioni e, allo stesso tempo, generare opportunità di innovazione e competitività. Le imprese che si adattano con anticipo e investono in soluzioni più efficienti possono trarre vantaggio dal sistema, trasformando la gestione delle emissioni in una leva strategica per innovazione e crescita sostenibile.

[1] Modernisation Fund: https://climate.ec.europa.eu/eu-action/eu-funding-climate-action/modernisation-fund_en?prefLang=it

[2] Innovation Fund: https://climate.ec.europa.eu/eu-action/eu-funding-climate-action/innovation-fund_en?prefLang=it

Contattaci

Siamo sempre pronti a diventare parte di nuove storie di persone e organizzazioni che si impegnano a essere più responsabili e sostenibili. 

Se vuoi sapere come fare, chiedici maggiori informazioni sui nostri servizi di consulenza o raccontaci la tua esigenza specifica. Puoi farlo scrivendo all’indirizzo e-mail info@altisadvisory.com, oppure compilando il modulo di contatto.